Agosto 2012, dopo parecchi anni dedicati all’esplorazione delle isole dell’Indo-Pacifico, quest’anno si cambia destinazione. L’oceano è sempre indiano, ma la meta è da tutt’altra parte, si punta alla parte sud dell’Africa, più precisamente al Madagascar ed esattamente all’isola di Nosy Be, il cui nome significa isola grande.
Era già da un paio d’anni che il Madagascar solleticava la mia curiosità, non solo per le immersioni ma anche per i racconti che avevo sentito sugli incredibili paesaggi naturali che si potevano trovare. Come prima esperienza ho dato precedenza alle immersioni. Le notizie ricevute dal diving davano una temperatura dell’acqua intorno ai 26°, quindi ho optato per una 5mm, scelta rivelatasi azzeccatissima; partenza il 30 luglio.
Il viaggio inizia con una rifrescata alla memoria su cosa vuol dire prendere un volo charter .. 20kg di franchigia e pesata del bagaglio a mano garantita .. primi attimi di terrore .. ma abbandonando la valigia rigida e barando un tantino partiamo senza brutte sorprese.
L’aereoporto di Nosy Be è piccolino, se non si è fra i primi a scendere, si dovrà pazientemente aspettare sotto il sole il controllo del passaporto .. dove iniziano le prime richieste di mance .. ci si dovrà abituare. Sbrigate le formalità e scoperto che non ci sono visti di ingresso da pagare per chi soggiorna meno di 30 giorni, troviamo ad attenderci Carlotta, la biologa del resort, con una meravigliosa e profumatissima collana di fiori, Benvenuti in Madagascar !
It resort (Corail Noir ) è molto bello, tranquillo, soprattutto la prima settimana ci sono pochissimi ospiti e il bungalow vista mare vale il piccolo supplemento pagato per averlo .. la vista mare è innegabile.
Il cibo è sempre ottimo e abbiamo scoperto che il vino africano è decisamente squisito.
Iniziano le prime piacevoli scoperte .. il clima prima di tutto .. 30 gradi secchi di giorno con un sole che si fa sentire, e parecchio, nelle ore centrali, ventilato nel pomeriggio, 22/23 gradi di notte .. 14 giorni senza una goccia d’acqua e il cielo praticamente sempre sereno .. in parole povere semplicemente perfetto e poi gli animali da giardino, tartarughe, camaleonti
e non dimentichiamo le escursioni delle maree, che cambiano il paesaggio ogni 6 ore, e gli incredibili tramonti che ogni sera regalano spettacoli sempre nuovi.
E’ nei giorni successivi che abbiamo però le sorprese più gradite e ce le ha regalate tutte il Manta Diving.
Il centro ha aperto nel 2011 ed è gestito da Emanuele e Serena, una giovane coppia piena di entusiasmo per questa loro nuova avventura. Fare immersioni insieme a guide cui brillano ancora gli occhi per ogni creatura che incontrano sott’acqua rende ogni tuffo speciale e non è facile vedere in immersione una guida che esulta quando si trova davanti un nudibranco mai visto prima. Sono inoltre due guide molto attente alla sicurezza, anche i sub meno esperti si sentiranno tranquilli con loro. Un altro aspetto che, almeno dal mio punto di vista, ha contribuito molto a rendere questa vacanza memorabile è stato il basso numero di subacquei e il rispetto che esiste fra le varie strutture. Sott’acqua era molto difficile trovare altri gruppi di sub, ogni diving cercava di evitare punti di immersione dove c’era già un’altra barca, e se proprio non era possibile, aspettavano sempre almeno 20 minuti prima di iniziare l’immersione, in modo da evitare di infastidire il gruppo arrivato per primo. In barca eravamo solitamente solo in 4 subacquei, in 6 solo una volta, quasi sempre con 2 guide .. e spesso eravamo solo in 2, una vera pacchia !
Le escursioni organizzate dal diving poi non si sono limitate alle sole immersioni, spesso abbiamo abbinato gite nelle isole intorno a Nosy Be, alla scoperta delle meraviglie naturali che quest’area riesce ad offrire.
Due parole sulla tipologia di immersioni che ci si può aspettare in questo mare prima di descrivere un po’ più in dettaglio i luoghi principali. Generalmente si fanno 2 immersioni al mattino, al pomeriggio si alza sempre il vento e il mare si ingrossa, quindi non è possibile uscire in barca … un’ottima ragione per dedicarsi all’esplorazione dell’isola o per rinforzare la tintarella.
Ad esclusione del parco marino di Nosy Tanikely, tutte le immersioni di effettuano con discese nel blu su pianori con una profondità minima di 17 mt. Mediamente si passa quasi tutta l’immersione tra i 20 e i 25 mt, è quindi facilissimo, o meglio garantito se si fanno immersioni tutti i giorni e non usa nitrox, avere qualche minuto di deco da spendere a 3 mt. La visibilità non è stata sempre ottimale ed è facile incontrare correnti, anche se a noi tutto sommato è andata bene, ad esclusione di un’immersione non abbiamo mai trovato correnti particolarmente forti e spesso erano del tutto assenti.
Con l’eccezione di un paio di punti, in generale non abbiamo trovato molto pesce, ma questo dipende anche dal periodo, è però un luogo dove è possibile fare incontri particolari. Le mante sono frequenti .. noi stiamo stati sfortunati e non ne abbiamo incrociate .. ma non è difficile in questo mare trovarle. Agosto non è il periodo degli squali balena (che si trovano quasi assicurati a Novembre) ma è il momento in cui inizia il passaggio delle megattere nel canale del Monzambico, il periodo migliore è fine agosto, quando arrivano i maschi che affascinano i turisti con i loro salti spettacolari a volte accompagnati da dolcissimi delfini. Noi abbiamo incrociato, durante la navigazione, qualche femmina con i piccoli al seguito, ed è stata comunque un’emozione.
Per concludere, forse non è in assoluto il posto più bello al mondo per l’aspetto diving, chi ha già visitato Lembeh o Sipadan potrebbe restare deluso, ma se si evita di fare paragoni con destinazioni che sono in cima alla lista dei siti più famosi, Nosy Be offre sicuramente immersioni particolari, un po’ più impegnative rispetto a Indonesia o Filippine ma con l’opportunità di incontri davvero unici e quando il tutto è condito dalla perfetta organizzazione del diving e dal quello che si può vedere anche fuori dall’acqua è facile capire perchè si ha voglia di ritornarci. .. e ora se avete ancora voglia di leggere, ecco qualche dettaglio in più su quello che si può trovare sopra e sotto l’acqua.
Nosy Tanikely.Il nome significa piccola terra o isola piccola. L’isola, di origine vulcanica e disabitata, è un parco azionale marino, un vero paradiso per lo snorkeling e per la subcquea. Gli unici abitanti dell’isola sono i pipistrelli giganti (o volpi volanti) che è possibile osservare da lontano mentre dormono appollaiati sul loro albero.
Sull’isola è presente un piccolo faro, raggiungibile con un facile sentiero, dalla cui cima è possibile godere lo spettacolo di un mare incontaminato visto dall’alto.
Qui i siti di immersione sono poco profondi, con discese su un fondale di 5 mt e
profondità massima non superiore ai 18mt, è in genere il luogo in cui ci si reca il primo giorno per riprendere confidenza con l’acqua. C’è una bella barriera, molto particolare con grosse formazioni di gorgonie, la quantità di pesce di barriera varia molto a seconda delle stagioni e delle maree, in questo periodo non se ne vede moltissimo, ma al nostro primo tuffo abbiamo trovato ad attenderci un meraviglioso squalo leopardo che è rimasto tranquillamente adagiato sul fondale sabbioso, a nemmeno 7mt di profondità, lasciando a noi subacquei tutto il tempo di osservarlo da vicino e di fotografarlo con calma.
Nosy Iranjia. Probabilmente l’isola più famosa dell’arcipelago, di sicuro la più fotografata. E’ famosa, oltre che per la sua bellezza, anche per essere meta per centania di tartarughe che l’hanno scelta come casa per deporre le uova… e che casa .. grazie
all’eccezionale escursione delle maree l’isola è di fatto formata da due isolotti uniti durante la fase di bassa marea da una lingua di sabbia bianchissima che rende questo posto uno spettacolo senza pari. Per raggiungere questo piccolo paradiso occorrono un’ora e mezza di navigazione, si resta quindi fuori tutto il giorno ed è possibile effettuare una sola immersione; in compenso nel periodo giusto, è facile incontrare qualche balena di passaggio.
L’immersione non è andata come pianificato, una corrente contraria, che ci ha reso la vita difficile, e una scarsa visibilità non ci hanno permesso di apprezzare la bellezza di questa barriera, ma crediamo sulla parola la nostra guida quando ci dice che con le giuste condizioni è un’immersione splendida. La profondità massima qui supera i 32mt.
Il pranzo sull’isola è preparato dalla popolazione locale .. preparatavi a portate a base di granchio, ottimo pesce
alla griglia, spiedini di zebù (una specie di mucca locale dalla carne molto saporita) e gamberetti e frutta a volontà. Dopo pranzo, chi ha dedicato la mattina all’immersione, può fare una passeggiata fino al faro dalla cui cima è possibile godere di un panorama mozzafiato. Sulla via del ritorno abbiamo fatto una sosta su una piccola isoletta dove vive una popolosa tribù di lemuri ormai abituati ai turisti e alle banane che li accompagnano, in questo caso una fortuna per loro dato che sull’isola non ci sono abbastanza banani per poterli sfamare. Questi meravigliosi abitanti si avvicinano senza timore e prendono delicatamente il cibo dalle mani di noi affascinati turisti, è meraviglioso vederli prendere il vostro dito per appoggiarsi in attesa del cibo, si ha la sensazione di sentire le piccole mani di un neonato
Atnam. Si tratta quindi di un’immersione abbastanza profonda, non molto adatta a chi è alle prime armi e con un po’ di decompressione assicurata, ma ne vale davvero la pena. Come quasi tutte le immersioni della zona, non è lungo una parete, la discesa è nel blu su un plateaux a circa 25 mt, in breve si raggiunge il punto più profondo dove ci si trova immersi in una vera foresta di gorgonie dalle notevoli dimensioni, posso assicurare che lo spettacolo è davvero stupendo.
Chameau (The Camel).Il punto di immersione deve il suo nome alle due formazioni intorno alle quali l’immersione si svolge che ricordano le gobbe di un cammello, la discesa è come sempre nel blu e si raggiunge una profondità massima di circa 25 mt. Le formazioni di corallo e gorgonie sono molto belle ed è facile incontrare grossi banchi di fucilieri che ci accompagnano con le loro evoluzioni, per gli amanti della macro qui si possono trovare molti nudibranchi.
Mitsio Wreck. Personalmente l’immersione che più mi è piaciuta … non per niente ho chiesto di riperterla.
Si svolge tutta sul relitto di un piccolo peschereccio la cui chiglia posa su un fondale sabb
ioso di circa 30 mt e il punto più alto del pennone è a circa 15 mt. La visibilità non è eccezionale, almeno in questo periodo, ma l’immersione è spettacolare per la quantità di pesce che vive intorno a quel relitto. Nuvole di fucilieri, sardine e pesci colorati vorticano letteralmente sulle nostre teste incantandoci con le loro evoluzioni. Ci si ritrova spesso immersi in queste migliaia di pesci che, per nulla spaventati da noi subacquei, ci avvolgono come se facessimo parte del loro banco. Il relitto è pieno anche di pesci scorpione dalle notevoli dimensioni come al solito un po’ troppo curiosi per i miei gusti, c’è da prestare un minimo di attenzione per evitare spiacevoli scontri. Si possono inoltre trovare molti gamberetti e scorfani perfettamente mimetizzati. L’immersioni si svolge quasi tutta ad una profondità di circa 25 mt, un po’ di deco è assicurata, discesa e risalita sono nel blu.
Banc Gorgon. Spesso viene fatta come seconda immersione dopo il Mitsio Wreck, e per concludere la giornata non può esserci scelta migliore. Purtroppo una visibilità molto scarsa è la norma in questo sito, ma il numero di nudibranchi, delle specie più diverse, che qui è possibile trovare regala un’immersione emozionanate; qui ho trovato alcune specie che personalmente non mi era ancora capitato di incontrare. L’immersione è tranquilla e si svolge tutta intorno ai 18 mt, come sempre non essendoci pareti, discesa e risalita sono nel blu.
Nosy Mamoko. E’ un’isola poco toccata dal turismo, pochissimi centri diving e resort organizzano escursioni su quest’isola e per questo è riuscita a mantenere la sua autenticità, almeno per ora. L’isola dista circa un’ora di navigazione da Nosy Be, non sono previste immersioni è quindi la gita ideale per il giorno prima della partenza.
Sull’isola è presente solo un villaggio di pescatori che vivono ancora quasi come alle origini, senza elettricità e utilizzando quello che l’isola ha da offrire; lo sbarco sull’isola è subordinato al permesso della capo villaggio, l’organizzazione qui è matriarcale. Al nostro arrivo, dotati di una buona scorta di banane, siamo stati assaliti dai lemuri che la popolano, essendoci pochi turisti sono piuttosto affamati ed è facile ritrovarsi letteralmente sommersi da 3 o 4 elementi che cercano di afferrare il prezioso boccone, ma tranquilli, non sono pericolosi, non mordono e averli sulle spalle e sulla testa è una sensazione meravigliosa.
Dopo essersi divertiti ad aver abbondantemente nutrito i simpatici lemuri, si visita il villaggio, gli abitati sono tutti cordiali e sorridenti, i bambini aiutano nei lavori quitidiani sin da piccolissimi e hanno sempre il sorriso sulle labbra .. una bella differenza con i bambini che si vedono da noi, nati con un te
lefonino in mano e l’aria spesso già stressata .. Dopo una passaggio vicino all’albero sacro ecco l’incontro con i due più importanti abitanti dell’isola, due meravigliose tartarughe giganti di Aldabra cui piace moltissimo ricevere grattini sul collo.
Una passeggiata sull’isola per attraversala e si raggiunge una spiagga incontaminata dove un bel bagno è d’obbligo, la sensazione di essere nel mezzo del nulla è incredibile.
Per pranzo ci spostiamo sulla granterra, come chiamano l’isola principare del Madagascar. Qui ci attende la nostra Mami, la cuoca venuta con noi che ci ha già preparato dell’ottimo pesce alla griglia, gamberetti, riso e frutta. Dopo pranzo ci aspetta una passeggiata nella foresta, che risalendo un piccolo fiume e dopo l’incontro con un geco dalla coda piatta ci porta a una pozza d’acqua dolce dove è possibile fare un bagno rinfrescante. Per quest’ultima parte è meglio dotarsi di un paio di scarpe perchè la scalata alla pozza non è l’ideale con delle semplici ciabattine.